{"id":2830,"date":"2021-03-15T10:08:42","date_gmt":"2021-03-15T09:08:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.aspierina.it\/?p=2830"},"modified":"2021-04-02T19:24:54","modified_gmt":"2021-04-02T17:24:54","slug":"la-ragazza-del-convenience-store-e-aspie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.aspierina.it\/en\/la-ragazza-del-convenience-store-e-aspie\/","title":{"rendered":"&#8220;La ragazza del convenience store&#8221; \u00e8 Aspie?"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-image\">\r\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.bandadicefali.it\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/La-ragazza-del-Convenience-Store-copertina-645x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"469\" height=\"743\" \/>\r\n<figcaption>Credit: <a href=\"https:\/\/www.bandadicefali.it\/2019\/01\/07\/la-ragazza-del-convenience-store-di-sayaka-murata\/\">https:\/\/www.bandadicefali.it\/2019\/01\/07\/la-ragazza-del-convenience-store-di-sayaka-murata\/<\/a><\/figcaption>\r\n<\/figure>\r\n<\/div>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>In questo articolo parler\u00f2 dell&#8217;Asperger in maniera insolita, utilizzando delle ipotesi per analizzare e descrivere i comportamenti ipoteticamente aspie della protagonista del romanzo di Murata Sayaka &#8220;<em>La ragazza del convenience store<\/em>&#8221; <strong>Keiko Furukura<\/strong>, una trentaseienne giapponese single e dai suoi comportamenti strani che lavora part-time in un <em>konbini<\/em> (abbreviazione giapponese del termine <em>convenience store<\/em>, una tipologia di minimarket aperto 24\/7 presente in molti paesi del mondo) da diciott&#8217;anni, inizialmente per provare a conformarsi alla societ\u00e0 giapponese.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La sindrome di Asperger in poche parole<\/h2>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Nonostante questo sia un blog dedicato a noi Aspie, riassumo per chi non fosse a conoscenza di questo mondo senza essere particolarmente tecnica.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>La <strong>sindrome di Asperger<\/strong> fa parte dei <strong>disturbi dello spettro autistico<\/strong> ma a differenza dell&#8217;autismo, l&#8217;Asperger non comporta alcun deficit del linguaggio e dell&#8217;intelligenza razionale ed emotiva. Le caratteristiche principali e comuni a tutte le persone Asperger sono tre:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<ul>\r\n<li><strong>deficit di socializzazione<\/strong><\/li>\r\n<li><strong>deficit di relazione<\/strong><\/li>\r\n<li><strong>interessi esclusivi e ripetitivi<\/strong><\/li>\r\n<\/ul>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>A quelle principali si aggiungono diverse caratteristiche che variano da individuo a individuo, come ad esempio: <strong>ipo\/iper-sensorialit\u00e0<\/strong>, <strong>ipo\/iper-sensibilit\u00e0<\/strong> ai cinque sensi, <strong>difficolt\u00e0 motorie<\/strong>, <strong>disturbi d&#8217;ansia<\/strong>, <strong>ADHD<\/strong> (<strong>disturbo da deficit dell&#8217;attenzione e iperattivit\u00e0<\/strong>), ecc&#8230;<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Analisi dei comportamenti di Keiko Furukura<\/h2>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Malgrado ci siano stati, a partire da 1940, enormi progressi nella diagnosi dei disturbi dello spettro autistico, ancora oggi non tutte le persone vengono riconosciute e diagnosticate, specialmente nei paesi con una cultura diversa da quella occidentale, nei quali la conoscenza e il riconoscimento dell&#8217;autismo e delle persone che ne sono affette sono scarse o addirittura assenti.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Il <strong>Giappone<\/strong> ne \u00e8 un perfetto esempio, nel quale molto spesso le disabilit\u00e0 sono invisibili alla societ\u00e0 e i disabili diagnosticati, per evitare di essere discriminati ed emarginati dai pari, sono costretti a frequentare delle &#8220;scuole speciali&#8221; apposite per la loro disabilit\u00e0 (come si pu\u00f2 notare nella dura vita della studentessa sordomuta Shoko Nishimiya, del film &#8220;<em>La forma della voce<\/em>&#8220;, costretta a frequentare una scuola speciale dopo aver subito da bambina il bullismo per la sua disabilit\u00e0).<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<div class=\"wp-block-image\">\r\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"1024\" height=\"576\" class=\"wp-image-2836\" src=\"https:\/\/www.aspierina.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/LaFormaDellaVoce_1200x675-1-1024x576.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.aspierina.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/LaFormaDellaVoce_1200x675-1-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.aspierina.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/LaFormaDellaVoce_1200x675-1-320x180.jpg 320w, https:\/\/www.aspierina.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/LaFormaDellaVoce_1200x675-1-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.aspierina.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/LaFormaDellaVoce_1200x675-1.jpg 1140w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/>\r\n<figcaption>Questa \u00e8 la locandina del film che \u00e8 stato trasmesso al cinema in passato e che l&#8217;ho guardato con molto piacere. Ora \u00e8 disponibile su Netflix. (Credit: <a href=\"http:\/\/www.tradurreilgiappone.com\/2017\/10\/17\/giappone-al-cinema-la-forma-della-voce\">http:\/\/www.tradurreilgiappone.com\/2017\/10\/17\/giappone-al-cinema-la-forma-della-voce<\/a>\/)<\/figcaption>\r\n<\/figure>\r\n<\/div>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Nel caso della storia di Keiko Furukura per i suoi comportamenti strani, rispetto ai canoni della societ\u00e0 giapponese che ha fin dall&#8217;infanzia, dar\u00e0 diversi problemi ai suoi genitori e alle altre persone attorno a lei:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\r\n<p>&#8220;Ecco un esempio che risale a quando andavo all&#8217;asilo. Un giorno al parco trovammo un uccellino morto. [&#8230;] I bambini radunati intorno erano tristi, piangevano. &lt;&lt;Che cosa facciamo?&gt;&gt; chiese una bimba, tra un singhiozzo e l&#8217;altro. Allora mi chinai, presi senza indugio il passerotto e lo portai alla mamme sedute a chiacchierare sulle panchine l\u00ec vicino. &lt;&lt;Che succede, Keiko? Che cos&#8217;hai in mano? Ah, un uccellino! Chiss\u00e0 da dove veniva, poverino. Vuoi che lo seppelliamo?&gt;&gt; mi chiese con voce dolce mia madre, accarezzandomi la testa. &lt;&lt;Potremmo mangiarlo!&gt;&gt; le risposi io decisa, dopo averci pensato un attimo. &lt;&lt;Eh? Cosa?&gt;&gt; &lt;&lt;Pap\u00e0 adora gli <em>yakitori<\/em> (<em>spiedini di pollo alla brace n.d.r.<\/em>), no? Potremmo farlo arrosto e mangiarlo stasera&gt;&gt;. [&#8230;] &lt;&lt;Keiko, sei impazzita?&gt;&gt; grid\u00f2 mia madre, in tono di rimprovero. &lt;&lt;\u00c8 nostro dovere seppellire questo uccellino. Guarda, le tue amichette stanno piangendo. \u00c8 una cosa triste quando muore qualcuno, questo povero passerotto non ti fa pena?&gt;&gt;. &lt;&lt;Mica tanto&#8230; Ormai \u00e8 morto, no?&gt;&gt;. Quella risposta lasci\u00f2 mia madre senza parole. [&#8230;] Perch\u00e9 bisognava darsi pena di seppellire quell&#8217;uccellino anzich\u00e9 mangiarlo? Non riuscivo a capire, mi pareva tutto cos\u00ec assurdo. &lt;&lt;Non vedi com&#8217;\u00e8 piccolo e carino?&gt;&gt; insist\u00e9 mia madre. &lt;&lt;Gli faremo una tomba tutta sua, laggi\u00f9, e raccoglieremo tanti bei fiori per lui&gt;&gt;. Alla fine mi lasciai convincere, anche se continuavo a non capirci niente. Tutti provavano compassione e piangevano la morte di quel piccolo uccello come fosse il loro migliore amico, ma non si facevano scrupolo a massacrare dei poveri fiori strappandoli brutalmente da terra. [&#8230;] Ai miei occhi era una scena a dir poco grottesca, erano matti o cosa?&#8221;<br \/><cite>&#8220;La ragazza del convenience store&#8221; &#8211; Murata Sayaka<br \/><\/cite><\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Per evitare di far creare problemi alla sua famiglia con i suoi comportamenti strani, cercher\u00e0 di adattarsi come meglio pu\u00f2 alle regole sociali e si chiuder\u00e0 in se stessa, atteggiamenti che conserver\u00e0 fino all&#8217;et\u00e0 adulta. Ma per la societ\u00e0 giapponese, anche questo suo mutismo viene considerato anomalo:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\r\n<p>&#8220;A scuola ero una ragazzina solitaria, non avevo neanche l&#8217;ombra di un&#8217;amica, ma per fortuna non sono mai stata vittima di bullismo. Me ne stavo sulle le mie senza dare sfogo alla mia stravaganza ed evitando di condividere le mie idee con anima viva. In questo modo gli anni delle elementari e delle medie trascorsero senza gravi problemi. Alla fine del liceo, al momento dell&#8217;ingresso all&#8217;universit\u00e0, la mia strategia non era cambiata neanche di una virgola. Passavo la maggior parte del tempo da sola e scambiavo due parole con gli altri molto di rado, solo se era strettamente necessario. All&#8217;epoca dell&#8217;asilo e dei primi anni delle elementari i miei erano in pena perch\u00e9 ne combinavo una dopo l&#8217;altra; in seguito, invece, iniziarono a temere che non sarei stata in grado di farmi strada nella societ\u00e0. Mi avvicinavo all&#8217;et\u00e0 adulta, all&#8217;ora della verit\u00e0, e continuavo a ripetermi che dovevo guarire a tutti i costi.&#8221;<br \/><cite>&#8220;La ragazza del convenience store&#8221; &#8211; Murata Sayaka<br \/><\/cite><\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Tuttavia lo spettro autistico non viene neppure citato e, se non lo si conoscesse almeno sommariamente, uno non potrebbe associare Keiko all&#8217;autismo. Inoltre, nella storia non si parla affatto di una sua diagnosi, ma soltanto che lei debba guarire da una presunta &#8220;malattia&#8221; di cui nessuno sa esattamente di cosa si tratta (loro considerano una &#8220;malattia&#8221; le sue anomalie comportamentali rispetto agli standard sociali giapponesi), nonostante i suoi genitori la portino da uno specialista:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\r\n<p>&#8220;Mio padre e mia madre mi volevano bene e si preoccupavano molto per me. &lt;&lt;Cosa possiamo fare per correggerla?&gt;&gt; si domandavano l&#8217;un l&#8217;altra, come fosse un ritornello. Ci pensavo di continuo e mi dicevo che dovevo&#8221; fare il possibile per accontentarli e guarire, anche se come al solito non avevo le idee molto chiare. Una volta mio padre si prese la briga di portarmi in auto in una citt\u00e0 lontana per farmi visitare da uno specialista.&#8221;<br \/><cite>&#8220;La ragazza del convenience store&#8221; &#8211; Murata Sayaka<\/cite><\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n\r\n\r\n\r\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\r\n<p>&#8220;(<em>dialogo tra Keiko e sua sorella n.d.r.<\/em>)[&#8230;]&lt;&lt;Keiko, ti prego, lascia che ti accompagni dallo psicologo. Non capisci che ne hai bisogno?&gt;&gt; &lt;&lt;No, mi dispiace, ci sono gi\u00e0 stata da piccola e non \u00e8 servito a niente. E poi a dirtela tutta non ho neanche capito se e da cosa devo guarire&gt;&gt;.[&#8230;]&#8221;<br \/><cite>&#8220;La ragazza del convenience store&#8221; &#8211; Murata Sayaka<\/cite><\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n\r\n\r\n\r\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\r\n<p>&#8220;(<em>si riferisce ai suoi ex compagni di liceo n.d.r.<\/em>) Mi hanno lasciata in disparte e mi osservano da lontano, come ai tempi della scuola elementare. Percepisco i loro sguardi su di me, mi scrutano come fossi una bestia rara. Non \u00e8 cambiato niente, sono ridiventata &#8220;l&#8217;intrusa&#8221;. [&#8230;] In questo piccolo mondo che si regge sulla normalit\u00e0 gli elementi estranei devono essere eliminati, uno dopo l&#8217;altro, in silenzio. Le presenze anomale vanno scartate. Ecco perch\u00e9 devo guarire. Altrimenti sar\u00f2 allontanata dalla grande trib\u00f9 delle persone &#8220;normali&#8221;. Finalmente capisco perch\u00e9 i miei genitori si disperavano e continuano a disperarsi per me.&#8221;<br \/><cite>&#8220;La ragazza del convenience store&#8221; &#8211; Murata Sayaka<\/cite><\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Perci\u00f2 le mie analisi sulla protagonista saranno basate sulle supposizioni tra i suoi comportamenti e alcune delle caratteristiche tipiche del disturbo dello spettro autistico, o precisamente della sindrome di Asperger. I comportamenti presumibilmente asperger sono cinque:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<h3 class=\"wp-block-heading\">1) Difficolt\u00e0 alle abilit\u00e0 sociali\/anticonvenzionale<\/h3>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>La vita di Keiko \u00e8 costellata di momenti, tra quelli &#8220;paradisiaci&#8221; lavorando (o vivendo, secondo il suo punto di vista) al konbini e quelli in cui deve svincolarsi dalle <strong>pressioni sociali sia da parte dei suoi amici, sia da parte dei suoi colleghi<\/strong> e sia da parte dei suoi familiari, che, <strong>attraverso sua sorella, si cerca delle scuse per giustificarsi alle sue &#8220;anomalie sociali&#8221;<\/strong> di fronte ad amici e colleghi, intuendo che per lei sono situazioni sociali difficili da affrontare senza l&#8217;aiuto della sorella che s&#8217;inventa le scuse per lei:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\r\n<p>&#8220;&lt;&lt;Non dirmi che lavori anocra in quel <em>konbini<\/em>?&gt;&gt;[&#8230;] &lt;&lt;E invece s\u00ec, ci lavoro tuttora&gt;&gt; Yukari appare spiazzata, non se lo aspettava. &lt;&lt;Sono cagionevole di salute&gt;&gt; mi affretto ad aggiungere, &lt;&lt;perci\u00f2 preferisco un lavoretto part-time&gt;&gt;. \u00c8 un semplice pretesto di cui mi servo per zittire le mie ex compagne di classe. Ai colleghi del <em>konbini<\/em> racconto dei miei genitori sono malati e hanno bisogno di continua assistenza. \u00c8 stata mia sorella a inventarsi queste scuse per me. Quando avevo vent&#8217;anni o poco pi\u00f9 non ne avevo bisogno, perch\u00e9 a quell&#8217;et\u00e0 non \u00e8 affatto strano fare lavoretti part-time, ma poi mi sono ritrovata a essere l&#8217;unica de gruppo a non avere uno status sociale sufficientemente solido, senza un vero lavoro n\u00e9 un marito. Sulla mia presunta &#8220;fragilit\u00e0 fisica&#8221; nessuno ha mai battuto ciglio, ma sono convinta che tutti o quasi sentano puzza di bruciato, visto che sanno benissimo che passo la maggior parte delle mie giornate a lavorare in piedi.&#8221;<br \/><cite>&#8220;La ragazza del convenience store&#8221; &#8211; Murata Sayaka<\/cite><\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Inoltre, si posso notare diversi <strong>pensieri e comportamenti anticonvenzionali rispetto a quelli tipici della societ\u00e0, replicando ci\u00f2 che vede senza tenere conto del contesto sociale<\/strong> (non solo giapponese):<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\r\n<p>&#8220;Un&#8217;altra volta, in classe, la nostra giovane maestra fu presa da una specie di crisi di nervi e si mise a battere con violenza il registro sulla cattedra, strepitando come una pazza indemoniata. Quasi tutti i miei compagni scoppiarono a piangere terrorizzati, ma lei non si ferm\u00f2 e fece anche peggio. &lt;&lt;Maestra, ci scusi, faremo i bravi!&gt;&gt; &lt;&lt;Non ci sgridi, maestra, per favore!&gt;&gt;. Non serviva a niente, le suppliche dei miei compagni non sortirono alcun effetto. Mi alzai in piedi di scatto, corsi come un fulmine accanto alla cattedra e abbassai in un colpo solo la gonna e le mutandine della maestra. Lei si lasci\u00f2 sfuggire un gridolino di stupore e le vennero le lacrime agli occhi, ma poi si calm\u00f2 e rimase muta come una statua. L&#8217;insegnante della classe a fianco, allarmata dal gran baccano, fece irruzione nella nostra aula. Interrogata sulle ragioni del mio gesto dissi che mi ero ispirata alla scena di un film che avevo visto per caso in TV: una donna restava in silenzio mentre si faceva spogliare.&#8221;<br \/><cite>&#8220;La ragazza del convenience store&#8221; &#8211; Murata Sayaka<\/cite><\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n\r\n\r\n\r\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\r\n<p>&#8220;(<em>si riferisce al figlio di sua sorella n.d.r.<\/em>) Quando ho visto mio nipote in ospedale dopo la nascita, attraverso il vetro del nido, mi pareva una creatura vagamente umanoide, con quel corpicino rotondo e i capelli gi\u00e0 folti. [&#8230;] A dirla tutta non vedo perch\u00e9 dovrei venire a trovare Y\u016btaro (<em>il nipote n.d.r.<\/em>) con particolare frequenza: i neonati si assomigliano tutti, che si tratti del figlio di Miho (<em>una ex compagna di scuola di Keiko n.d.r.<\/em>) o di mio nipote.&#8221;<br \/><cite>&#8220;La ragazza del convenience store&#8221; &#8211; Murata Sayaka<\/cite><\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n\r\n\r\n\r\n<h3 class=\"wp-block-heading\">2) Focus ossessivo su un determinato oggetto (nel caso di Keiko il konbini)<\/h3>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Per lei il <strong>konbini<\/strong>, inizialmente come semplice lavoretto part-time, \u00e8 diventata una <strong>ragione di vita, una zona comfort<\/strong> oltre la quale lei si sente sperduta e confusa. Letteralmente <strong>vive per lavorare l\u00ec: il suo comportamento, il suo corpo sono completamenti soggettati alla vita del kobini anche al di fuori di esso<\/strong>; nonostante sia un lavoro con un basso stipendio da non permetterle di avere un buon tenore di vita, lei <strong>si sente completamente a suo agio dalla prevedibile routine quotidiana e dalle regole esplicite e scritte<\/strong> del konbini, rispetto ad altri ambienti lavorativi fissi con un migliore tenore di vita ma caratterizzati da stress, da possibili imprevisti e da regole sociali non scritte:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\r\n<p>&#8220;[&#8230;] Perch\u00e9 avrei dovuto lasciare il part-time da SmileMart e procurarmi un lavoro &#8220;normale&#8221;? Non riuscivo a capire. D&#8217;altra parte ero una commessa perfetta perch\u00e9 applicavo alla lettera le istruzioni di un manuale, ma non avevo la pi\u00f9 pallida idea di cosa significasse essere una &#8220;persona normale&#8221; al di fuori del mio <em>konbini<\/em>, senza niente e nessuno che mi dicesse cosa fare. I miei genitori si sforzavano di essere compresivi e mi lasciavano fare, anche se il mio mondo restava ancorato al piccolo negozio di Nisshokuch\u014d. Sentendomi in colpa, dopo la laurea e negli anni immediatamente successivi provai a sostenere dei colloqui di lavoro in alcune aziende, ma il pi\u00f9 delle volte il mio CV, che nello spazio riservato alle esperienze lavorative non includeva altro che il part-time da SmileMart, veniva cestinato nel giro di un paio di secondi. Nelle rare occasioni in cui mi ritrovavo faccia a faccia con un impiegato di questa o quell&#8217;altra azienda, finivo col fare scena muta ed ero incapace di spiegare perch\u00e9 non mi fossi mai spinta oltre un semplice impiego part-time a tempo determinato. Spesso, forse perch\u00e9 ci passo gran parte delle mie giornate, mi capita di sognare di essere al negozio, alla cassa. Apro gli occhi e penso: &#8220;Caspita, non hanno ancora messo il prezzo sulle nuove buste di patatine!&#8221;. Oppure: &#8220;Ehi, abbiamo venduto t\u00e8 caldo in bottiglia a bizzeffe, bisogna sbrigarsi con il riassortimento!&#8221;. A volte mi succede addirittura di svegliarmi in piena notte al suono della mia stessa voce: <em>Irasshaimase! Irasshaimase!<\/em> Nelle notti in cui non riesco a prendere sonno i miei pensieri corrono verso quella scatola di vetro trasparente, [&#8230;] E finalmente provo un certo sollievo e mi addormento, rasserenata da quelle scene familiari e dalla musica del <em>konbini<\/em>. Il mattino dopo, come sempre, rivesto i miei panni di commessa e ritrovo in un attimo il mio tra gli ingranaggi ne mondo. Solo in quel caso, e in nessun altro, posso dire di funzionare come una persona &#8220;normale&#8221;.&#8221;<br \/><cite>&#8220;La ragazza del convenience store&#8221; &#8211; Murata Sayaka<\/cite><\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n\r\n\r\n\r\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\r\n<p>&#8220;Come vorrei poter spiccare il volo e tornare immediatamente nel mio <em>konbini<\/em>. L\u00ec tutto \u00e8 pi\u00f9 semplice, l&#8217;unica cosa che conta \u00e8 essere un membro della stessa squadra. Poco importa il genere sessuale, l&#8217;et\u00e0 e il luogo di nascita: siamo tutti uguali, indossiamo la stessa divisa. Do un&#8217;occhiata all&#8217;orologio: sono le tre di pomeriggio. A quest&#8217;ora si preleva il contante dalle casse per portarlo in banca, dove si cambiano anche le banconoe di grosso taglio. Subito dopo arriva il camion con i dolcetti, le focaccine e i <em>bent\u014d<\/em> (<em>contenitore per il pranzo al sacco n.d.r.<\/em>) e bisogna sistemare tutto sugli scaffali. Anche se sono distante fisicamente, resto in contatto perenne con il <em>konbini<\/em>. Anche se sono lontana, non smetto mai di pensare allo SmileMart di Nisshokuch\u014d e ai mille piccoli avvenimenti che animano quel mondo luminoso, e intanto mi accarezzo piano le ginocchia con le mani, le unghie tagliate corte per poter gestire al meglio le operazioni alla cassa.&#8221;<br \/><cite>&#8220;La ragazza del convenience store&#8221; &#8211; Murata Sayaka<\/cite><\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n\r\n\r\n\r\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\r\n<p>&#8220;(<em>la sorella si rivolge a Keiko n.d.r.<\/em>)&lt;&lt;Da quando lavori in quel <em>konbini<\/em> sei diventata ancora pi\u00f9 strana. Persino il tuo modo di parlare \u00e8 cambiato&#8230; Hai un&#8217;espressione innaturale, non sei te stessa&#8230; Quando parli sembra quasi che ti rivolga a dei clienti&#8230; [&#8230;]&gt;&gt;&#8221;<br \/><cite>&#8220;La ragazza del convenience store&#8221; &#8211; Murata Sayaka<\/cite><\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n\r\n\r\n\r\n<p><!--nextpage--><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<h3 class=\"wp-block-heading\">3) Pensiero concreto e razionale<\/h3>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Il suo modo di pensare, di vivere la vita e di lavorare <strong>si basano esclusivamente sulla razionalit\u00e0 e sulla concretezza<\/strong>: per Keiko i pensieri astratti e i sentimenti non sono contemplati nella sua vita (vedi il paragrafo 4 sull&#8217;assessualit\u00e0):<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\r\n<p>&#8220;Ero molto brava a riprodurre con precisione gli esempi del coach e dei video che ci mostravano nell&#8217;ufficio sul retro del negozio (<em>il konbini n.d.r.<\/em>) Fino ad allora nessuno mi aveva mai insegnato come rapportarmi con gli altri, in che modo parlare e quali espressioni facciali assumere per apparire &#8220;normale&#8221;.&#8221;<br \/><cite>&#8220;La ragazza del convenience store&#8221; &#8211; Murata Sayaka<\/cite><\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n\r\n\r\n\r\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\r\n<p>&#8220;Di tanto in tanto uso la calcolatrice per verificare il tempo esatto che \u00e8 trascorso da quel giorno. [&#8230;] il negozio ha celebrato di recente i suoi diciotto anni di vita, il primo maggio. Sono passate esattamente 157.800 ore dall&#8217;apertura. E a trentasei anni anch&#8217;io ho celebrato il mio diciottesimo anniversario come commessa del <em>konbini<\/em>.&#8221;<br \/><cite>&#8220;La ragazza del convenience store&#8221; &#8211; Murata Sayaka<\/cite><\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n\r\n\r\n\r\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\r\n<p>&#8220;Quando ho iniziato a fare questo lavoro ho notato subito che i commessi provano una sorta di piacere tutte le volte le volte che si arrabbiano per lo stesso motivo, che si tratti degli scatti di collera del responsabile del menefreghismo dei colleghi del turno di notte. \u00c8 come se l&#8217;insoddisfazione condivisa alimentasse una strana forma di solidariet\u00e0. Lo spirito di gruppo si rafforza.&#8221;<br \/><cite>&#8220;La ragazza del convenience store&#8221; &#8211; Murata Sayaka<\/cite><\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n\r\n\r\n\r\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\r\n<p>&#8220;Pu\u00f2 straparlare quanto gli pare ma non riesco a capire cosa intenda per &#8220;mondo imperfetto&#8221;. Il suo discorso non ha senso, anche perch\u00e9 non credo che esista un &#8220;mondo perfetto&#8221; in assoluto. Del resto non mi \u00e8 mai stato chiaro a cosa si riferisca quando si parla di &#8220;mondo&#8221;. In fondo che cos&#8217;\u00e8 il mondo? Mi \u00e8 sempre parso un concetto troppo astratto e inafferrabile.&#8221;<br \/><cite>&#8220;La ragazza del convenience store&#8221; &#8211; Murata Sayaka<\/cite><\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n\r\n\r\n\r\n<h3 class=\"wp-block-heading\">4) Assessualit\u00e0<\/h3>\r\n\r\n\r\n\r\n<p><strong>Per Keiko non \u00e8 mai stato un problema capire la sua sessualit\u00e0 o provare ad innamorarsi,<\/strong> oramai la sua vita si basa esclusivamente sul lavoro al konbini. Il suo problema, casomai, sono gli altri che la vedono secondo stereotipi sociali che non le rappresentano e le fanno pressione per adeguarsi alle &#8220;norme sociali&#8221;, che vedono le persone trentenni come Keiko (trentasei anni) almeno gi\u00e0 sposate e possibilmente anche con un figlio; oppure, in alternativa, con una carriera stabile e gi\u00e0 ben avviata con delle passate esperienze amorose:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\r\n<p>&#8220;(<em>dialogo tra Keiko e i suoi ex compagni di scuola n.d.r.<\/em>)&lt;&lt;Keiko, posso farti una domanda un po&#8217; indiscreta? Ti sei mai innamorata?&gt;&gt; mi chiede all&#8217;improvviso Satsuki, in tono scherzoso. &lt;&lt;Innamorata? Che vuoi dire?&gt;&gt;. &lt;&lt;Se sei mai stata con qualcuno&#8230; Sai com&#8217;\u00e8, non ce ne hai mai parlato&#8230;&gt;&gt;. &lt;&lt;Ah, okay. No, credo di non essermi mai innamorata di nessuno&gt;&gt;. [&#8230;] Non ho esperienza in materia, non ho una coscienza ben definita della mia sessualit\u00e0. Non mi sono mai interessata pi\u00f9 di tanto all&#8217;argomento e, a essere sincera, non l&#8217;ho mai vissuto come un problema. Miho e le altre la vedono in modo diverso, lo so, e immaginano che per me sia un dramma. &#8220;Poverina, deve essere terribile, chiss\u00e0 che angoscia&#8221;, staranno pensando in questo preciso istante. Ma si sbagliano di grosso, io sto bene cos\u00ec, e in ogni caso non \u00e8 cos\u00ec semplice. N\u00e9 loro n\u00e9 gli altri ci arrivano, \u00e8 fuori dal loro modo di concepire le cose. In fondo preferiscono riempirsi il cervello con mille supposizioni superficiali e frettolose e schierarsi indebitamente dalla parte del giusto.&#8221;<br \/><cite>&#8220;La ragazza del convenience store&#8221; &#8211; Murata Sayaka<\/cite><\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n\r\n\r\n\r\n<h3 class=\"wp-block-heading\">5) Masking<\/h3>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Tipico atteggiamento delle donne Asperger, che consiste nel cammuffarsi socialmente imitando gli altri per poter essere accettate dalla societ\u00e0. Nel caso di Keiko, sembrerebbe un&#8217;<strong>osservatrice e imitatrice sia dei comportamenti sia dello stile altrui<\/strong> (anche se in quest&#8217;ultimo cerca un minimo di personalizzarlo):<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<blockquote class=\"wp-block-quote\">\r\n<p>&#8220;Il look di Izumi (<em>una collega di lavoro n.d.r.<\/em>), anche se forse \u00e8 un tantino appariscente, \u00e8 tipico delle donne della nostra et\u00e0, perci\u00f2 ho preso l&#8217;abitudine di spiare la marca delle sue scarpe, dei soprabiti e degli altri indumenti che lascia nell&#8217;armadietto. Una volta mi sono azzardata a dare una sbirciata nel suo beauty, rimasto incustodito nell&#8217;ufficio del retro, giusto per controllare che tipo di cosmesi usasse. Sarebbe stato poco saggio copiare in tutto e per tutto le sue scelte, mi avrebbe smascherato subito e ci avrei fatto la figura della scema. Perci\u00f2 ho cercato sul web i prodotti e le marche in questione e ho consultato i blog dedicati alle donne amanti di quel tipo di look. In questo modo ho scoperto dove fanno i loro acquisti e mi sono procurata vestiti e accessori simili a quelli di Izumi, ma non identici. [&#8230;] Di colpo Izumi getta uno sguardo sulle mie ballerine. &lt;&lt;Le hai prese in quel negozio a Omotesand\u014d, vero? Hanno delle scarpe stupende, mi fanno impazzire, ultimamente da loro ho preso degli stivali&gt;&gt; mi dice con voce strascicata e un po&#8217; stanca. [&#8230;] &lt;&lt;Ah s\u00ec, quelli blu scuro, giusto? Ora che mi ci fai pensare&gt;&gt; ribatto con prontezza, &lt;&lt;ricordo di averli visti un paio di volte, sono molto belli&gt;&gt;. Mentre parlo cerco di imitare Sugawara (<em>un&#8217;altra sua collega n.d.r.<\/em>), mettendoci un pizzico di maturit\u00e0 in pi\u00f9. La sua voce assomiglia a uno staccato vivace, \u00e8 l&#8217;esatto opposto di quella di Izumi, rauca e strascicata. \u00c8 strano, mescolandole il risultato \u00e8 eccezionale.&#8221;<br \/><cite>&#8220;La ragazza del convenience store&#8221; &#8211; Murata Sayaka<\/cite><\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Preciso che, <strong>anche se Keiko fosse davvero Aspie, queste caratteristiche elencate in precedenza (ad eccezione della prima e della seconda caratteristica) non rispecchiano in tutte le persone diagnosticate Asperger: questa \u00e8 solo una delle possibili e diverse combinazioni che un Aspie pu\u00f2 avere<\/strong>; non dimentichiamoci che, esattamente come avviene per i neurotipici, anche noi Asperger siamo unici e diversi tra di noi! Perci\u00f2, chiedo a chi legge di non crearsi degli stereotipi sulle persone Asperger basandosi sulle caratteristiche di Keiko.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Essere Aspie nella societ\u00e0 giapponese<\/h2>\r\n\r\n\r\n\r\n<div class=\"wp-block-image\">\r\n<figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-2956\" src=\"https:\/\/www.aspierina.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Campagna-suicidio-lavoro-1-724x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"544\" height=\"769\" srcset=\"https:\/\/www.aspierina.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Campagna-suicidio-lavoro-1-724x1024.jpg 724w, https:\/\/www.aspierina.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Campagna-suicidio-lavoro-1-226x320.jpg 226w, https:\/\/www.aspierina.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Campagna-suicidio-lavoro-1-768x1086.jpg 768w, https:\/\/www.aspierina.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Campagna-suicidio-lavoro-1-1086x1536.jpg 1086w, https:\/\/www.aspierina.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Campagna-suicidio-lavoro-1-1448x2048.jpg 1448w, https:\/\/www.aspierina.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Campagna-suicidio-lavoro-1-scaled.jpg 1810w\" sizes=\"(max-width: 544px) 100vw, 544px\" \/>\r\n<figcaption>Locandina, realizzata quando facevo le scuole superiori, di una ipotetica pubblicit\u00e0 sociale che ha come tema il suicidio per il troppo lavoro, fenomeno purtroppo molto diffuso in Oriente. In Giappone viene chiamato &#8220;<em>karoshi<\/em>&#8220;.<\/figcaption>\r\n<\/figure>\r\n<\/div>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Secondo il <strong>pensiero comune a molte persone il Giappone sembrerebbe un paese Aspie-friendly<\/strong>, in quanto l\u00ec non si scambiano contatti fisici come strette di mano o baci di saluto (in Giappone \u00e8 abitudine fare l&#8217;inchino per diverse circostanze), che per un Asperger potrebbe essere un vero e proprio disagio o fastidio ed \u00e8 la patria degli anime e manga, passioni a cui alcuni Asperger sono appassionati (non tutti ovviamente: esattamente come per i neurotipici, anche gli Aspie sono diversi e unici tra di loro).<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p><strong>In realt\u00e0<\/strong>, basandomi sulle informazioni personali, sulle fonti e su ci\u00f2 che ho letto sul libro, <strong>sono soltanto dei miti da sfatare<\/strong>; si potr\u00e0 notare dalle caratteristiche principali che il Giappone \u00e8 un paese tutt&#8217;altro che Aspie-friendly:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<h2 class=\"wp-block-heading\">1) Collettivismo<\/h2>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>La societ\u00e0 giapponese \u00e8 basata sul <strong>collettivismo<\/strong>, ossia una societ\u00e0 basata sul principio della propria vita secondo le aspettative della societ\u00e0 e del gruppo sociale in cui si vive anzich\u00e9 secondo le proprie aspirazioni personali. In altre parole, <strong>in Giappone l&#8217;individuo vive e lavora come &#8220;ingranaggio&#8221; utile alla societ\u00e0 e al suo gruppo sociale sacrificando la sua individualit\u00e0 e spingendosi oltre i suoi limiti<\/strong>, come ad esempio succede sul posto di lavoro in cui di fatto i giapponesi sono obbligati ad essere efficienti al massimo sul lavoro e sugli altri facendo gli straordinari (l\u00ec \u00e8 normale dormire sul luogo di lavoro, sia in pieno giorno sia di notte, certe volte non tornano nemmeno a casa) partecipando alle cene extralavorative tra i colleghi per evitare di essere emarginati da loro, come &#8220;dei corpi estranei&#8221; all&#8217;azienda.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Inoltre, <strong>se un giapponese fallisce<\/strong>, di fatto <strong>fallisce per la societ\u00e0 stessa e per il gruppo sociale, che lo esclude e lo emargina all&#8217;angolo, facendolo sentire come: un &#8220;peso&#8221;; una &#8220;inutilit\u00e0&#8221;; una &#8220;vergogna&#8221;<\/strong>; purtroppo l\u00ec i suicidi per il troppo lavoro (in Giappone viene chiamato <em>karoshi<\/em>) sono all&#8217;ordine del giorno e derivano dai &#8220;fallimenti&#8221; dei giapponesi all&#8217; &#8220;obbligo morale&#8221; di efficienza al servizio della collettivit\u00e0, la loro vergona per questo fallimento \u00e8 talmente alta da sentirsi come un &#8220;rifiuto sociale&#8221; che deve essere eliminato per non &#8220;danneggiare&#8221; l&#8217;equilibrio e l&#8217;efficienza della societ\u00e0, attraverso il loro suicidio.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p><strong>Per una persona Asperger, il suo individualismo con i suoi interessi esclusivi e ripetitivi, i suoi comportamenti atipici e la sua difficolt\u00e0 alle relazioni interpersonali divergono molto dalla societ\u00e0 collettiva giapponese, nella quale conta l&#8217;efficienza lavorativa e relazionale al servizio della collettivit\u00e0 e non contempla in alcun modo l&#8217;individuo in tutte le sue sfaccettature<\/strong>. Difatti nella societ\u00e0 collettiva gli Asperger sarebbero a maggior rischio di esclusione sociale e anche di suicidio, in quanto loro reggerebbero molto meno a questa enorme pressione sociale.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Credit: <a href=\"https:\/\/traveltherapists.it\/10-differenze-fondamentali-fra-la-cultura-del-giappone-e-della-corea-del-sud\/\">https:\/\/traveltherapists.it\/10-differenze-fondamentali-fra-la-cultura-del-giappone-e-della-corea-del-sud\/<\/a>; <a href=\"https:\/\/burogu00.wordpress.com\/2013\/02\/15\/lo-spirito-giapponese-3\/\">https:\/\/burogu00.wordpress.com\/2013\/02\/15\/lo-spirito-giapponese-3\/<\/a><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<h2 class=\"wp-block-heading\">2) Aspettative sociali alte e rigide<\/h2>\r\n\r\n\r\n\r\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-3043\" src=\"https:\/\/www.aspierina.it\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/1280px-Salarymen_in_Tokyo_2-1024x680.jpg\" alt=\"\" width=\"669\" height=\"439\" \/>\r\n<figcaption>I salarymen giapponesi, che sono impiegati con il reddito fisso ma con orari e quantit\u00e0 di lavoro massacranti. Credit: <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Salaryman#\/media\/File:Salarymen_in_Tokyo_(2).jpg\">https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Salaryman#\/media\/File:Salarymen_in_Tokyo_(2).jpg<\/a><\/figcaption>\r\n<\/figure>\r\n\r\n\r\n\r\n<p>Sebbene anche in occidente ci siano delle aspettative sociali alle quali una persona di media si dovrebbe conformarsi (per esempio trovare un lavoro o sposarsi e fare dei figli al pi\u00f9 presto per una donna, anche se col tempo le aspettative sono diventate pi\u00f9 flessibili e meno pressanti, una donna adesso pu\u00f2 rimanere single senza essere vista per forza in negativo), in Giappone queste aspettative sono pi\u00f9 alte e vincolanti; L\u00ec il sessismo, soprattutto sul lavoro, \u00e8 maggiormente presente ma non solo: se una persona esce fuori dagli schemi sociali previsti, in Giappone si viene subito visti come persone &#8220;strane&#8221; e &#8220;anormali&#8221;, da relegare ai margini. <strong>Le persone Aspie fanno gi\u00e0 fatica ad adeguarsi alle aspettative delle societ\u00e0 occidentali, ma con i canoni della societ\u00e0 giapponese per loro diventerebbe un&#8217;impresa ottenere l&#8217;approvazione degli altri e riuscire a sopportare le pressioni sociali altrui quando sono o si comportano fuori dal coro<\/strong>.<\/p>\r\n<p>E lo si pu\u00f2 notare leggendo il libro, in cui Keiko spiega bene le aspettative sociali attraverso le sue esperienze:<\/p>\r\n<blockquote>\r\n<p>&#8220;[&#8230;] Ai colleghi del <em>konbini<\/em> racconto che i miei genitori sono malati e hanno bisogno di continua assistenza. \u00c8 stata mia sorella a inventarsi queste scuse per me. Quando avevo vent&#8217;anni o poco pi\u00f9 non ne avevo bisogno, perch\u00e9 a quell&#8217;et\u00e0 non \u00e8 affatto strano fare dei lavoretti, ma poi mi sono ritrovata a essere l&#8217;unica del gruppo a non avere uno status sociale sufficientemente solido, senza un vero lavoro n\u00e9 un marito. [&#8230;] &lt;&lt;Keiko, posso farti una domanda un po&#8217; indiscreta? Ti sei mai innamorata?&gt;&gt; mi chiede all&#8217;improvviso Satsuki <em>(ex compagna di scuola di Keiko n.d.r.)<\/em>, in tono scherzoso. &lt;&lt;Innamorata? Che vuoi dire?&gt;&gt;. &lt;&lt;Se sei mai stata con qualcuno&#8230; Sai com&#8217;\u00e8, non ce ne hai mai parlato&#8230;&gt;&gt;. &lt;&lt;Ah, okay. Non credo di essermi mai innamorata di nessuno&gt;&gt;. [&#8230;] Ammutolite, le mie amiche si scambiano dei lunghi sguardi imbarazzati. Ho sbagliato? Forse avrei fatto meglio a mentire e a inventarmi una risposta pi\u00f9 ambigua, del tipo: &#8220;Ho avuto delle storie ma niente di che, credo di non aver ancora trovato l&#8217;uomo giusto&#8221;. [&#8230;] Ci avrei fatto una figura migliore, stando al punto di vista di persone &#8220;normali&#8221;. Che stupida, eppure mia sorella \u00e8 sempre stata molto chiara: &lt;&lt;Per quanto riguarda le questioni private cerca di tenerti il pi\u00f9 possibile sul vago. Cos\u00ec il tuo interlocutore interpreter\u00e0 le tue risposte come gli pare. \u00c8 un metodo infallibile, credimi&gt;&gt;. Come ho fatto a dimenticarmene? Mi sono fregata con le mie stesse mani.<em>&#8220;<\/em><\/p>\r\n<p><cite>&#8220;La ragazza del convenience store&#8221; &#8211; Murata Sayaka<\/cite><\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n<h2>3) La disabilit\u00e0 invisibile e disprezzata<\/h2>\r\n<p>Come ho accennato in precedenza (vedi il paragrafo <em>&#8220;Analisi dei comportamenti di Keiko Furukura&#8221;),<\/em><strong> la disabilit\u00e0 nella societ\u00e0 giapponese \u00e8 scarsamente considerata se non addirittura trascurata del tutto<\/strong>: se gi\u00e0 essere diversi \u00e8 qualcosa di anomalo da correggere, la disabilit\u00e0 diventa addirittura <strong>una specie di vergogna, qualcosa da nascondere o peggio da eliminare<\/strong>. \u00c8 possibile notare questo pensiero in un personaggio del libro di cui non faccio spoiler, posso solo dire che esprime il suo estremo disprezzo per le persone &#8220;anormali&#8221; socialmente parlando come Keiko e uno simile a lei (non posso aggiungere altro):<\/p>\r\n<blockquote>\r\n<p>&#8220;Al&#8217;improvviso mi viene un&#8217;idea: ora che ho perso i punti di riferimento del <em>konbini<\/em> forse mi conviene rimettermi al mio istinto primario. [&#8230;] Mettendo al mondo un cucciolo allo scopo di perpetuare la specie potrei tornare sulla buona strada. &lt;&lt;Mi scusi tanto, posso farle una domanda?&gt;&gt; chiedo alla cognata di Shiraha, prendendo coraggio. &lt;&lt;Per il bene dell&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 meglio fare dei figli?&gt;&gt;. &lt;&lt;Eh? Cosa?&gt;&gt; ribatte lei interdetta. &lt;&lt;In fondo siamo animali e dobbiamo riprodurci, no?&gt;&gt; rispondo, cercando di spiegarmi meglio. &lt;&lt;Non sarebbe opportuno che anch&#8217;io, al punto o e Shiraha ci accoppiassimo per contribuire alla sopravvivenza della specie? Lei che ne pensa?&gt;&gt;. Silenzio assoluto. Ha riattaccato? Poi sento un respiro lungo e profondo, molto vicino, al punto che quasi che dal cellulare sia per sprigionarsi un soffio d&#8217;aria calda. &lt;&lt;Sta scherzando? Una commessa e un disoccupato: come pensate di cavarvela? Non fate sciocchezze, mettere al mondo un bambino non \u00e8 una cosa da nulla. Vuole sapere qual \u00e8 la cosa migliore per l&#8217;umanit\u00e0? Glielo dico subito: non diffondere in nessun modo il vostro DNA!&gt;&gt;. &lt;&lt;Ah, davvero?&gt;&gt;. &lt;&lt;Certo! Teneteveli stretti i vostri geni marci e perversi, fino alla morte! E poi portateveli con voi in paradiso, se mai ci andrete, senza lasciarne traccia su questa terra!&gt;&gt;. &lt;&lt;Uhm, ho capito&#8230;&gt;&gt;.&#8221;<\/p>\r\n<p><cite>&#8220;La ragazza del convenience store&#8221; &#8211; Murata Sayaka<\/cite><\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n<p>Non saprei dire se gli orribili pensieri di questo personaggio rispecchiano quelli di un giapponese medio, di certo posso dire che nel caso delle persone Asperger, <strong>la difficolt\u00e0 non solo ad essere diagnosticati correttamente, ma soprattutto ad essere aiutati e supportati nelle loro specifiche difficolt\u00e0, \u00e8 maggiore in una societ\u00e0 come quella giapponese che tende a trascurare ogni tipo di &#8220;particolarit\u00e0&#8221; umana, disabilit\u00e0 compresa, rispetto ai canoni standard e uniformi di comportamento sociale<\/strong>.<\/p>\r\n<h2>Conclusione<\/h2>\r\n<p>Nel romanzo &#8220;<em>La ragazza del convenience store<\/em>&#8221; ufficialmente Keiko Furukura non ricever\u00e0 alcun tipo di diagnosi e le mie sono soltanto supposizioni basate sul confronto tra i suoi comportamenti e le varie caratteristiche del disturbo dello spettro autistico; tuttavia dai suoi comportamenti descritti nel libro \u00e8 probabile che lei sia inconsapevolmente Asperger. In ogni caso, il solo fatto di essere diversa dal tipico giapponese medio, comporter\u00e0 a dover subire discriminazioni e pressioni sociali fin dall&#8217;infanzia da parte della societ\u00e0 giapponese.<\/p>\r\n<p><em>Uno speciale ringraziamento va al professore, anche lui Aspie, Claudio Ughetto, per i suoi suggerimenti nella stesura del mio articolo e per la sua pazienza nel correggerlo il mio articolo sulla parte pi\u00f9 tecnica del disturbo dello spettro autistico.<\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo articolo parler\u00f2 dell&#8217;Asperger in maniera insolita, utilizzando delle ipotesi per analizzare e descrivere i comportamenti ipoteticamente aspie della<\/p>","protected":false},"author":16,"featured_media":2831,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[18,17,4,1],"tags":[110,111,21],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.aspierina.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2830"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.aspierina.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.aspierina.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aspierina.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/16"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aspierina.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2830"}],"version-history":[{"count":86,"href":"https:\/\/www.aspierina.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2830\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3439,"href":"https:\/\/www.aspierina.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2830\/revisions\/3439"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aspierina.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2831"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.aspierina.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2830"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aspierina.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2830"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.aspierina.it\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2830"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}